Step 01 - Novità
Alle otto in punto Suzue suonò il campanello con la scritta Mitsui, leggermente più nervosa di quanto avesse immaginato. Si passò una mano tra i capelli, si aggiustò la camicia, guardò la punta delle scarpe, osservò con linteresse di un carpentiere una piccola crepa sul muro e finalmente la porta si aprì.
"Buonasera signora, sono Kuwata Suzue "
Improvvisamente non seppe come continuare, e provò ancora una volta lirresistibile impulso di girare sui tacchi e scappare.
"Ciao Suzue. I ragazzi sono già arrivati, entra pure." La madre di Mitsui la squadrò dalla testa ai piedi e poi le rivolse un sorriso gentile ma tirato. "Sono in sala, in fondo a destra."
"Grazie "
Era impossibile che si ricordasse di lei, non laveva nemmeno mai vista una volta le aveva parlato al telefono, ma era sicura di non averle detto come si chiamava però le mamme hanno un istinto infallibile, specialmente quando si tratta del loro unico figlio maschio Si incamminò nel corridoio e quando fu a pochi passi dalla porta si fermò un attimo per inalare un lungo respiro. Buttò fuori laria appoggiando una mano sullo stomaco, e finalmente entrò nella stanza. Il tavolo rotondo era coperto di libri e i tre erano seduti uno di fianco allaltro. Stavano chiacchierando e quando la videro la salutarono allegramente.
"Ciao Kuwata!"
Tre persone. Due maschi, e fin qui tutto bene.
E una ragazza.
Hotaru Chiba, la loro capoclasse.
Seduta tra Mitsui e Kogure. Molto vicino.
"Ciao a tutti", disse Suzue avvicinandosi al tavolo dal lato di Kogure ed evitando di guardare nella direzione di Mitsui.
Chiba le venne in soccorso: "Vedrai, faremo a pezzi Murazawa".
"Murazawa è quello di Fisica?" si sovrappose la voce di Mitsui a mo di saluto, e a questo punto lei fu obbligata a rispondere mentre si sedeva e tirava fuori i libri.
"Sì. Voi della F avete un gran culo con Watanabe non cè confronto, credimi!"
Hotaru rise e annuì.
"Kuwata sai che avevo capito che veniva tuo fratello stasera?" continuò Mitsui. Suzue incrociò il suo sguardo e sorrise a sua volta, aspettando il seguito. "E infatti mi chiedevo che cazzo ci veniva a fare non è mica di terza!"
Tipico di Mitsui, sfogare la tensione cazzeggiando in fondo era la prima volta che si ritrovavano così vicini, e non era poi così male come aveva temuto. Non con Kogure a fianco, in ogni caso: era lunico in grado di smorzare i suoi eccessi, lo era sempre stato a parte quellunica occasione, ovviamente.
"Senti Kuwata, ma tu una volta non avevi una media stellare?" continuò Mitsui distratto.
"Infatti, solo in fisica vado male è una cosa incredibile!"
"Bizzarra, direi", si inserì Kogure, "per cui sarà meglio darci una mossa e cominciare a lavorare. Hotaru, a te lonore di aggiornare Kuwata sulla nostra tabella di marcia."
Hotaru? notò Suzue. Strano, in classe la chiama sempre Chiba
Suzue guardò Kogure poi Mitsui, e lespressione dipinta sul viso di questultimo le strappò un sorriso: annoiato non era il termine giusto. Luigi XVI doveva avere la stessa faccia il giorno che lo ghigliottinarono in quanto alla sua beh, probabilmente era la stessa di Maria Antonietta.
***
Unora dopo Mitsui si stiracchiò sulla sedia e, dopo un infinito sbadiglio disse: "Io mollo".
"Ancora un paio di pagine Mitsui, poi abbiamo finito cerca di resistere!" disse Kogure con la stessa stoica pazienza di una maestra delle elementari.
"No, non hai capito mollo con gli esami: non ci vengo, mi faccio segare."
I tre compagni rimasero a bocca aperta.
"Stai scherzando, spero. Allora è vero che sei un demente come dice Hotaru."
Suzue ridacchiò, era così buffo sentire la voce di Kogure salire di tono quando stava per arrabbiarsi sul serio. Una cosa di cui si vociferava allo Shohoku era che quei due condividessero più di una semplice amicizia, naturalmente ben alla larga dai diretti interessati: nessuno ci teneva a morire dopo essere stato pestato a sangue dal teppista del club di basket, proprio nessuno. Suzue si sorprese a fissarli nel tentativo di cogliere qualche indizio rivelatore, ma non ne vide alcuno. Sembravano fratelli, piuttosto. Lei e Toki in fondo si comportavano più o meno nello stesso modo, beccandosi per ogni scemenza pur di non ammettere che si volevano un mondo di bene. Certo, con Mitsui non si poteva mai essere certi di nulla La voce del ragazzo la riportò alla realtà.
"Andiamo Kogure, sii sincero: quante possibilità mi dai? Mi hanno ammesso agli esami solo perché faccio parte del club che è andato alle nazionali, portando fama e gloria allo sconosciuto liceo Shohoku ma alla fine mi bocceranno con tutto il casino che ho fatto non ho speranze." Il suo sorriso era un misto di ironia e amarezza, poi intrecciò le mani dietro la testa e finì di esporre il Mitsui-pensiero: "Quindi, perché buttare via il tempo in questo modo, proprio adesso che arriva lestate? Mi faccio un altro anno allo Shohoku e magari divento anche capitano. E chi sè visto sè visto".
"Per quello non ci sperare " commentò Kogure caustico.
"Sai qualcosa che io ignoro? Qualcosa che ti ha detto Akagi?" replicò Mitsui senza scomporsi. Kogure si fece scuro in volto e rispose secco: "No, qualcosa che mi ha detto Anzai sensei. Te lo ripeto, non ci sperare. Quindi faresti meglion a concentrarti sui test, demente".
Riaffondarono la faccia nei libri e mentre Kogure si sforzava di far entrare in testa a Suzue la legge di Maxwell, Hotaru si occupava di Mitsui e del teorema di Gauss entrambi con scarso successo.
***
Suzue fu la prima a crollare. "Sentite, io ho sete questa roba mi prosciuga anche il cervello! Mitsui, hai dellacqua per favore?"
"In cucina, Kuwata. Vado a prendertela", disse lui alzandosi, ben lieto di poter godere di un altro time-out.
"Ti accompagno, così ti aiuto a portare i bicchieri. Avete sete anche voi, vero?" chiese speranzosa.
Kogure e Hotaru si scambiarono unocchiata rassegnata con quei due era impossibile vincere. "Non cè bisogno che ci giriate tanto attorno per stasera abbiamo finito, okay?" Il sorriso che illuminò i volti di Suzue e Mitsui mentre uscivano dalla stanza fece scrollare la testa a entrambi.
Mitsui aprì il frigorifero e tirò fuori una bottiglia dacqua e una di succo darancia, indicando nel frattempo a Suzue doverano i bicchieri. Sollevandosi sulle punte per raggiungere il ripiano del mobiletto, Suzue disse: "A proposito di quello che hai detto prima, tu fai passare per una scelta deliberata e consapevole quello che in realtà è solo l'inevitabile destino..."
"Già, possiamo anche metterla così. Non siete voi che mi cacciate ma io che me ne vado."
"Insomma, la tua procedura standard", commentò lei. Ovviamente non era affatto quello che voleva dire e se ne pentì subito, ma le era venuto spontaneo. Mitsui non rispose, ma si portò alle sue spalle e raggiunse un bicchiere senza alcuna difficoltà, sfiorando con il proprio corpo la schiena della ragazza.
"Scusa, non volevo " disse Suzue, spostandosi di lato per uscire da quellimbarazzante posizione. Mitsui però le appoggiò la mano aperta sulla testa, come se stesse toccando un pallone da basket.
"Alla fine li hai tenuti corti ", mormorò facendo scorrere le dita tra le ciocche. "Però ti stanno bene. Sei il tipo da capelli corti, Suzu."
"Mitsui, non mi sembra il caso, davvero "
"Stai ancora con Kitamori?"
"No", rispose Suzue con un filo di voce. "Ci siamo lasciati due mesi fa", e subito si morse la lingua perché non vedeva la necessità di aggiungere questo particolare.
"Lo sapevo che non durava." Mitsui sollevò la mano dai capelli e si girò verso il tavolo.
"Non sarebbe durata neanche con te, lo sai benissimo, anche prima del"
"Non mi va di parlarne, Suzue né di Kitamori né del fatto che te la sei filata quando avevo più bisogno di te "
"Per essere uno che non ha voglia di parlarne, stai rivangando abbastanza, Mitsui", ribatté lei ironica. "E tu, stai ancora con " fece schioccare le dita un paio di volte " come si chiama pure? Ranko?"
Mitsui curvò le labbra in un sorrisetto malizioso. "No, neanchio sto più con Reiko." Poi, mentre prendeva in braccio le bottiglie, il ragazzo buttò lì con noncuranza: "A dire il vero, ti stupirebbero parecchio le ultime novità Dai, torniamo di là o Kogure e Hotaru si faranno strane idee".
Detto questo si defilò in corridoio, lasciandola con la bocca aperta e un pensiero in testa le ultime novità?
continua...
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