Step 02 - Amici e fratelli
Rientrati in sala, i quattro cominciarono a chiacchierare, della ormai storica partita contro il Sannoh, degli esami, dellinfortunio di Sakuragi e di come procedesse la sua riabilitazione, del fatto che di lì a pochi giorni sarebbero uscite le convocazioni per la nazionale juniores e di altre piccolezze del genere. La capoclasse Chiba sembrava molto in confidenza sia con Kogure sia con Mitsui, e questo metteva Suzue a disagio. Avrebbe potuto cominciare a parlare con Kogure, ma la frase che Mitsui le aveva detto prima di tornare in salotto continuava a ronzarle nelle orecchie. Era chiaro che c'era una tresca da qualche parte e che coinvolgeva almeno due delle persone presenti in sala, e la ragazza si sorprese più volte a sbirciare l'espressione assorta con cui Kogure guardava Chiba ma anche Mitsui. Quando fu ora di andarsene Mitsui li accompagnò alla porta poi, come colto da unilluminazione, si rivolse a Suzue.
"Ma tu vai a casa da sola?"
"No, mi accompagna Kogure."
Nel momento esatto in cui lo diceva, Suzue capì di aver fatto un errore fatale. Il sorriso ironico che curvò le labbra di Mitsui, la domanda muta su quelle di Chiba e il grugnito di Kogure si unirono a formare un'unica, terrificante visione che le fece sollevare le mani in un istintivo gesto di difesa.
"Cioè, solo perché è tardi e non è bello girare da sola e " Più tentava di spiegarsi, più si rendeva conto di peggiorare le cose "Oh, 'fanculo!" esclamò ridendo. "Piuttosto, capoclasse, tu con chi vai a casa?" chiese per dirottare la conversazione su un altro argomento. Non cerano doppi sensi nella sua domanda, ma le guance di Hotaru divennero viola in un lampo, e quando un Mitsui leggermente imbarazzato comunicò che l'avrebbe accompagnata più tardi il cerchio si chiuse.
Sarebbe questa, la novità?
Prima che potesse aggiungere altro Kogure la prese per il gomito e la spinse in strada, salutando frettolosamente gli altri.
"Mi dispiace Kogure, ti ho fatto fare una bella figura del cavolo Il fatto è che Mitsui è il solito idiota e cerca sempre dei doppi sensi in quello che dico e " disse Suzue, incerta tra un'espressione contrita e una risata che cominciava a salirle dalla gola.
"Lascia perdere, non ti preoccupare Piuttosto, quella frase alla capoclasse potevi anche evitarla", replicò Kogure secco.
"Ma non ho fatto apposta, te lo giuro! Che ne sapevo io?"
Lultima cosa che voleva era essere scambiata per unacida pettegola, se cera una cosa di cui si era sempre vantata era di essere una che aggrediva a viso aperto, mai alle spalle. D'accordo, si poteva discutere se questa fosse effettivamente una cosa di cui andare fieri, ma il punto era che non aveva mai avuto bisogno di banali sotterfugi per dire quello che pensava.
"Per me Mitsui può fare quel cavolo che vuole, anzi semmai avresti dovuto aggiornarmi sulle novità, Kogure!"
Lui non fece commenti, ma invece di camminare al suo fianco accelerò il passo distanziandola, e questo era di per sé un segnale piuttosto chiaro. Insopportabile, a dire il vero. Suzue si fermò in mezzo alla strada e lo chiamò.
"Kogure!"
Lui si girò, a metà tra lo stupito e il confuso. La ragazza aveva i pugni stretti e unespressione furiosa, sotto la luce del lampione che la avvolgeva in un giallo inquietante.
"Non lo sapevo, ho detto" gridò.
"Ho capito, Kuwata", rispose avvicinandosi. A quell'ora non era una cosa intelligente mettersi a urlare in mezzo alla strada e, a quanto ricordava, una Kuwata arrabbiata era capace di questo e molto altro. Tipo lanciare sassi contro i vetri delle abitazioni private e poi scappare a rotta di collo
"Ma non mi credi", rispose lei quando furono di nuovo vicini, guardandolo negli occhi.
Kogure serrò le labbra e distolse lo sguardo.
"Vaffanculo, Kogure", disse superandolo in fretta.
"Si può sapere dove vai?"
"A casa. Da sola!!"
Kogure si affrettò a correrle dietro e lafferrò per un braccio.
"Scusa, Kuwata. Me la prendo con te anche se non centri niente "
Okay, ha una cotta per Mitsui
"Siamo in classe assieme da tre anni, tuo fratello è una matricola della squadra, sei perfino stata la ragazza di Mitsui ma tutto sommato ci conosciamo poco. È buffo, no?"
Mf. Buffo cosa?
Kogure le lasciò il braccio e inspirò a fondo. "A me Hotaru voglio dire, la capoclasse uff a me piace molto."
Uh-oh.
"Ma, come potrai facilmente immaginare, per lei non sono che un amico. Il migliore amico anzi, il confidente a cui raccontare ogni cosa e sottolineo ogni. Lamico di Hisashi, lamico di Hotaru e i due amici che un mesetto fa si mettono insieme sotto il mio naso Che palle, non hai idea di quanto detesti questo ruolo", concluse guardandosi le scarpe.
"Sì, ma tu glielo hai mai detto che ti piace?" chiese Suzue a mezza voce.
"Ci ho provato, ma diciamo che Mitsui mi ha battuto sul tempo", replicò stringendosi nelle spalle. "E così non c'è stata storia."
Suzue non aveva parole e Kogure sembrava davvero a terra. In silenzio, i due ripresero a camminare, ciascuno assorto nei propri pensieri. Quando arrivarono sotto casa della ragazza lei tirò fuori le chiavi, ma prima di salutare si voltò verso Kogure e lo squadrò da cima a fondo, socchiudendo gli occhi.
"Kogure, posso confidarti un segreto?"
"Accomodati. Te l'ho detto, sono il confessore perfetto." Era una battuta, ma suonava più amara del solito dopo quanto si erano detti.
"Stasera ho scoperto una cosa io credo che Mitsui mi piaccia ancora."
"Non ci voleva molto a capirlo."
Suzue ignorò l'ultima battuta, scacciandola con un gesto secco della mano.
"Quindi ho intenzione di riprendermelo." Accidenti, loro due erano stati insieme quasi un anno, mentre Chiba era la sua ragazza da appena un mese troppo poco per parlare di "cosa seria". Kogure scoppiò a ridere e Suzue gli mollò un pugno sulla spalla.
"Che cazzo ridi?! Guarda che farebbe comodo anche a te se io e Mitsui tornassimo insieme, quindi sei quasi obbligato a darmi una mano!"
"Come no, Kuwata ", disse cercando di rimanere serio.
"Guarda che non sto scherzando. Ho aspettato anche troppo."
Sistemandosi gli occhiali sul naso, Kogure abbozzò un sorriso. Certo, sicuro. Dopo un intero anno a sperare che Chiba si accorgesse di lui, questa pazza con i capelli corti e gli occhi brillanti gli assicurava, in mezzo alla strada e in piena notte, che sarebbe bastato un piccolo complotto per cambiare le carte in tavola.
"Senti, adesso sono molto stanca ne riparliamo domani, okay?"
"Per favore, Kuwata "
"Kogure! Lhai detto tu che ti sei rotto! Forza, cosabbiamo da perdere?"
Roba da matti. Ma a pensarci bene non aveva tutti i torti. Sapeva che per Mitsui era stato molto difficile lasciarsi alle spalle la storia con Kuwata, e se cera anche solo una minima possibilità
"Sai una cosa? Ci sto."
Dapprima la sua stessa frase lo stupì e si chiese chi avesse parlato in sua vece, perché Kuwata aveva impiegato meno di dieci minuti a convincerlo a fare quella che aveva tutta l'aria di essere una gran cazzata. Eppure, poco a poco cominciò a realizzare che in fondo era proprio quello che stava aspettando: trovare il coraggio di rompere gli indugi, aiutato da una persona decisa e capace di spingerlo a osare quello che, da solo, sarebbe rimasto sempre e solo un abbozzo, imprigionato tra mille "forse se". Suzue annuì vigorosamente e gli appoggiò una mano sulla spalla.
"Allora a domani, Kogure!"
Prima di andarsene, il ragazzo aggiunse divertito: "Mitsui lha sempre detto che è molto difficile farti cambiare idea, una volta che hai deciso È una cosa che apprezzo."
Suzue curvò le labbra in un sorriso, poi si chiuse delicatamente la porta alle spalle. Solo in seguito, quando ormai era passato molto tempo e troppo cose erano accadute tra loro, Kogure realizzò che in quel momento il suo sorriso era uscito stanco e gli occhi erano rimasti seri.
***
"Ciao Suzu!"
La voce del fratello la raggiunse dal salotto.
"Che fai ancora in piedi?" disse lei entrando.
"Mi annoiavo da solo papà è di turno e se nè andato da mezzora, così ho pensato di aspettarti Con chi parlavi fuori?"
Il fratello stava guardando un film sdraiato sul divano, una di quelle robe americane in cui tutti si sparano senza una ragione apparente e alla fine i buoni vincono in un trionfo di effetti speciali. Bruce Willis? Gettò un'occhiata al televisore e scrollò il capo sconsolata: Van Damme, niente meno. Almeno Willis era affascinante Van Damme era uno scimmione e basta.
"Nessuno, gli altri mi hanno accompagnata a casa. Ma perché guardi questa schifezza?"
"Non è una schifezza! È Street fighters!"
"Ah allora come non detto "
Rassegnato, Toki spense il videoregistratore e si girò verso di lei.
"Allora? Hai visto quelli della squadra?"
"Che domanda scema, certo che li ho visti. Ma non abbiamo parlato di te, se è questo che ti interessa. Abbiamo solo studiato", disse buttandosi a sedere vicino a lui. Sul tavolino spiccava un cestello di gelato - vuoto, ovviamente - e la cassetta di una celebre partita dello Shohoku.
"Fammi capire, hai di nuovo guardato la partita col Sannoh?!?"
"Solo un po' le ultime azioni " rispose il fratello arrossendo. "Sai quando Rukawa ha-".
"Ha fatto quel passaggio a Sakuragi e lui ha schiacciato Sì, lo so me l'hai fatta vedere un fantastiliardo di volte", disse Suzue ridendo. "Non ci posso credere Toki, è una cosa da malati! E pensare che Kogure a un certo punto ha detto che sei in gamba "
"Davvero?" chiese lui illuminandosi.
"Davvero, certo Ma gli altri non hanno fatto commenti " disse lei ironica. Toki la colpì in testa con un cuscino e poi si fece pensieroso.
"Suzu, senti Mitsui senpai oggi mi ha chiesto di te "
"Ah sì? A che proposito?" fu la risposta falsamente disinteressata.
"Mf, voleva sapere perché hai smesso di andare alle partite " Il ragazzino la guardò incuriosito. "Non mi avevi detto che conoscevi Mitsui senpai."
"Tutti conoscono Mitsui senpai, Toki" ridacchiò lei abbracciandolo. "Comunque io non ti capisco: ti ha massacrato di botte non più tardi di cinque mesi fa e adesso tu gli vai dietro come un anatroccolo appena nato..."
"Mitsui senpai non è come sembra, Suzue." Il fratello fece una pausa. "Avresti dovuto vederlo quando abbiamo giocato col Ryonan la partita delle qualificazioni, quando è svenuto in campo. Gli ho portato da bere e "
"Toki, lo so bene comè Mitsui..." linterruppe lei.
"Cioè?"
"Sai, è strano che non ti ricordi va bene che eri piccolo, ma "
Allimprovviso i suoi occhi si dilatarono e la sua bocca si allargò in una muta, incredula "O". In quel momento non dimostrava uno di meno dei suoi 15 anni.
"No è LUI?"
"A-ha."
"Cazzo", commentò.
"Già, cazzo", gli fece eco Suzue toccandosi istintivamente i capelli. La verità era che, dopo tutti quegli anni, non era ancora riuscita a liberarsi del ricordo di Mitsui, e parlargli come un tempo, senza litigare e senza colpi bassi l'aveva scombussolata molto più del previsto. Decisa? No, Kogure ti sbagli Non sono affatto decisa Sono solo molto stupida.
"Che dici, prendo del gelato e ci vediamo un po' del Sannoh?" chiese Toki timidamente.
Lei scoppiò a ridere e continuò fino a quando le lacrime non le bagnarono la maglietta e i muscoli del viso cominciarono a farle male. Il fratello dapprima la guardò perplesso, poi tirò fuori dal freezer un cestello alla crema e prese due cucchiai, mentre Suzue infilava la cassetta nel videoregistratore.
In camera, subito dopo aver spento la luce ed essersi augurati la buonanotte, la voce di Toki la raggiunse in un bisbiglio.
"Suzu? Ti piace ancora?"
"Chi?"
"Mitsui senpai "
"No."
"Ah " Toki rimase in silenzio, rigirandosi nel futon. "Scusa Suzu, non volevo farmi gli affari tuoi È che Mitsui è un mio senpai e io "
"È tutto okay, Toki. Sono cose passate e non mi dà fastidio se passi il tuo tempo con lui. Dormiamo adesso a meno che tu non voglia sapere qualcosaltro "
"No, niente. Buonanotte, Suzu. E grazie "
Suzue chiuse gli occhi e si girò sul fianco, cercando di prendere sonno. Ma non sarebbe stato facile, e lo sapeva. Era stata sincera, non le dava fastidio il fatto che Toki frequentasse Mitsui. Ma aveva mentito sulla cosa fondamentale: lui le piaceva ancora, e a seccarla era che fosse il Kuwata sbagliato, quello che adesso usciva con lui sentire il suo corpo così vicino, in cucina, era stata la prova evidente e averlo rivisto giocare, seppure in cassetta, era stato il colpo di grazia.
***
Ci aveva pensato parecchio, ma alla fine l'unica idea che le era venuta era la più semplice, la più scontata e, naturalmente, anche la più scema. Non era sicura che potesse funzionare, molto dipendeva da come avrebbe reagito Kogure, ma per quanto si arrovellasse non vedeva soluzioni migliori.
In classe la mattinata era trascorsa lenta e noiosa come sempre, ma per fortuna non aveva avuto Fisica e, almeno per quello, poteva ritenersi soddisfatta. Ogni tanto aveva gettato un'occhiata verso il banco di Kogure, che sembrava piuttosto allegro. La capoclasse Chiba le aveva lanciato spesso sguardi imbarazzati, tormentandosi una ciocca dei lunghissimi capelli neri: probabilmente temeva che andasse a spifferare ai quattro venti la sua love-story con Mitsui. Che cosa cretina, aveva pensato Suzue. Perché tenerlo segreto? Ma Chiba era una ragazza seria e riservata, con la sua uniforme sempre impeccabile e gli occhialini sottili, e sinceramente faticava a immaginare che cosa ci trovasse uno come Mitsui, che aveva solo l'imbarazzo della scelta, in una come lei. Probabilmente non si erano nemmeno ancora baciati. Hotaru Chiba era molto bella, d'accordo, ma sembrava più la ragazza perfetta per Kogure, così come lei lo era per Mitsui.
Proprio così, non cera altro da aggiungere.
Il suono del campanello la riscosse dai suoi pensieri e corse ad aprire.
"Ciao, Kogure! Prego, accomodati "
"Ciao, Kuwata", disse il ragazzo entrando nell'ingresso e togliendosi le scarpe. "Ancora non riesco a credere di essermi fatto coinvolgere in una storia del genere " continuò con un sorriso tirato. "È vero che alla luce del giorno le cose assumono tutto un altro aspetto.."
"E il meglio deve ancora venire Ti va una tazza di tè?"
I due si accomodarono nella piccola cucina e Suzue mise l'acqua a bollire.
"Fai come se fossi a casa tua, Kogure. Vuoi anche dei biscotti?"
"No grazie. Il tè da solo va benissimo. Tuo fratello non c'è?"
"No, è fuori con dei compagni di classe E i miei sono al lavoro, quindi siamo soli soletti "
"Ah "
Imbarazzato, Kogure se ne stava rannicchiato sulla sedia e si guardava attorno con la stessa aria dubbiosa di un animaletto in gabbia. Anche Suzue, d'altra parte, non si sentiva esattamente a proprio agio. In fondo non lo conosceva per niente, e adesso stava per proporgli una cosa talmente talmente stupida? Assurda? Fuori di testa?
"Era solo per dire così possiamo elaborare la nostra strategia senza essere disturbati "
Mentre parlava riuscì a scottarsi un dito afferrando il bollitore senza manopole e a rovesciare buona parte delle foglie di tè sul tavolo. Poi, quando finalmente si spostarono in salotto, le tazzine rischiarono di cadere mentre reggeva il vassoio, e non combinò un disastro per pura e semplice fortuna.
Seduti al tavolo, i loro occhi si incrociarono per un attimo.
"Bene "
"Bene "
"Allora", cominciò Kogure portandosi la tazzina alle labbra, "sentiamo questo piano strepitoso."
Non c'era modo di farlo sembrare una cosa normale, quindi tanto valeva sparare fuori la verità in un colpo solo. Almeno così poteva sfruttare l'effetto sorpresa Suzue si schiarì la voce: "Tu e io dobbiamo far credere che stiamo insieme".
Okay, l'ho detto.
Kogure ingollò di scatto il sorso di tè appena bevuto e per poco non soffocò: cominciò a tossire strabuzzando gli occhi, mentre Suzue arrossiva violentemente e tentava di controllare l'impulso di lanciarsi fuori dalla finestra.
"Temo di non aver capito", disse Kogure non appena si fu ripreso. "In che modo questo dovrebbe giocare a nostro favore?"
"Ma è semplice! Chiba pensa che tu sia l'amico sempre disponibile, la spalla su cui piangere in ogni occasione, e Mitsui crede che io cadrei ai suoi piedi se solo si facesse avanti "
"Il che è vero, giusto?"
"Non sei spiritoso, Kogure. Piuttosto, concentriamoci su questi fatti: che cosa succederebbe se, all'improvviso, la situazione cambiasse? Se tu smettessi di scattare sull'attenti ogni volta che Chiba ti chiama e io mi facessi vedere da Mitsui mano nella mano col suo migliore amico? Io dico che, come minimo, dovrebbero rivedere i loro punti di vista "
Kogure la guardò sconcertato.
"Piantala di fare quella faccia! Ho ragione, e tu lo sai. Immagina la scena: 'Mi spiace Chiba - anzi, Hotaru - oggi non posso, esco con la mia ragazza Hai detto di voler dimostrare che non sei fatto di legno, e questa è l'occasione giusta. A meno che "
"A meno che?"
"Non sia vero quello che pensa Chiba, e cioè che tu sei un tenero pelouche da abbracciare quando ti senti tanto triste " disse mimando il gesto e cantilenando la frase. "E completamente asessuato", concluse acida.
Kogure aggrottò le sopracciglia e si tolse gli occhiali, cominciando a pulire accuratamente le lenti. "No che non lo è. Affatto."
Sorrise socchiudendo gli occhi per metterla a fuoco, e Suzue pensò che era abbastanza carino con quell'espressione sul viso e senza occhiali, ed era ora che anche Chiba se ne accorgesse.
"E poi, a pensarci bene è quello che hanno creduto ieri sera, giusto?" Era un'idea talmente idiota che poteva perfino funzionare.
"Giustissimo, Kogure", disse sorridendo di rimando. "Okay, passiamo all'organizzazione pratica."
continua
Step 03[
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