Boys don’t cry

di Stella

Nota: questa è una fic un po’ strana... io sono un tipo romantico, ai limiti dello stucchevole, ma in questo periodo sto lavorando a delle fic leggermente diverse... mi sono detta che forse poteva essere interessante una incursione in qualcosa di più "realistico"... sempre romantico, ma non così "zuccheroso"! Vabbè, fatemi sapere che ne pensate. ATTENZIONE: data la situazione, i personaggi usano un linguaggio un po’ grezzo... scusateli!!^^;;

I personaggi di Slam Dunk sono © di Takehiko Inoue.

Boys don’t cry © The Cure

 

Prologo: Breaking down

"Hisashi, aspetta!"

Mitsui si fermò un istante, poi appoggiò la mano sulla maniglia, aprì la porta e uscì dallo spogliatoio senza nemmeno voltarsi. Kogure crollò sulla panca. Un singhiozzo uscì dalle sua labbra, poi un altro, e un altro ancora… si passò rabbiosamente le mani sugli occhi, ma le lacrime continuavano a scorrere sulle sue guance. Sapeva benissimo che se c'era qualcuno con cui prendersela per quanto era successo, quello era lui… soltanto lui…

*****

Eppure, anche se avesse potuto tornare indietro, si sarebbe comportato nello stesso identico modo. Bloccare Mitsui nello spogliatoio, baciarlo e confessargli di essere innamorato di lui era stato un tutt'uno, una volta preso il coraggio a due mani. Nessuno lo aveva obbligato, nessuno gli aveva messo le parole sulle labbra… Lui, il sempre calmo e posato Kogure, aveva deciso, per una volta nella vita, di affrontare la situazione direttamente, senza tanti giri di parole.

Quello che non si era aspettato era stata la reazione di Mitsui: violenta, molto violenta. E in un certo senso disperata. Lo aveva spinto via con forza, facendolo quasi cadere, la rabbia che esplodeva nei suoi occhi scuri e ingigantiti dallo stupore.

"Kogure, che cazzo ti prende? Sei impazzito??" Si era sfregato rabbiosamente le labbra, come se il suo bacio fosse stato avvelenato, poi lo aveva fissato. "Che cos'è, una trovata di quell'idiota di Sakuragi? Ok, testa di cazzo, fatti vedere! Lo schezo è riuscito, facciamola finita!"

"No. Non è uno scherzo. Solo la pura verità. Ti voglio bene."

"Oh, Cristo Kogure!" Mitsui sembrava sul punto di mettersi a piangere. "Anch'io ti voglio bene, sei il mio migliore amico e-"

"Mitsui! Ma mi ascolti quando parlo? Ti ho detto che sono innamorato di te!"

Gli occhi di Mitsui si strinsero fino a diventare due fessure, i suoi pugni si chiusero fino a far sbiancare le nocche, nel tentativo di controllare la furia che gli stava crescendo nel petto…

"Mitsui… puoi accettarlo? Puoi accettare il mio amore?" La voce di Kogure era appena percepibile nel silenzio della stanza.

"Ma allora sei proprio stronzo!" Stava definitivamente perdendo il controllo. "Vaffanculo Kogure, non voglio sentire questi discorsi!" Mitsui raggiunse Kogure, lo prese per le spalle e iniziò a scuoterlo rabbiosamente.

"Kogure, sveglia! Sono un maschio, e i maschi non vanno con gli altri maschi! Non puoi essere innamorato di me!"

"Perché no?" La voce di Kogure era estremamente calma. Lo fissava diritto negli occhi, quegli occhi castani così espressivi...

"Perché… oh, andiamo, è ovvio!" Mitsui fu costretto a distogliere lo sguardo.

"Ovvio? Rispetto a cosa? A quello che dice la gente? A quello che ti hanno raccontato quei dementi di gangster che hai frequentato?" Adesso anche Kogure stava iniziando a predere il controllo. Non pensava che sarebbe stato facile, ma almeno non così umiliante...

"Merda, Kogure, non ho intenzione di sprecare tempo ad ascoltare te che fai questi discorsi assurdi. Adesso me ne vado e faccio finta che tutto questo non sia mai successo… E tu vedi di starmi alla larga da oggi in poi, ci siamo capiti?"

Raccattò in fretta la sua roba e uscì dallo spogliatoio di corsa, come se volesse mettere tra se e Kogure quanta più distanza possibile. Ma non fu veloce abbastanza, perché la voce del ragazzo lo raggiunse alle spalle: "Hisashi, aspetta!"

Parte I

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