Boys don’t cry
by Stella

- Anything -

Nota: un ritorno alle "romanticherie", ma solo per poco...
Pairing: RuKo, KoMit
ATTENZIONE: data la situazione, i personaggi usano un linguaggio un po’ grezzo... scusateli!!^^;;

I personaggi di Slam Dunk sono © di Takehiko Inoue.

Boys don’t cry © The Cure

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Anything

Kaede Rukawa si chiuse la porta alle spalle e si appoggiò alla parete. Lo spogliatoio appariva deserto, l’unico rumore percepibile, che testimoniava la presenza di qualcuno all’interno, era lo scrosciare della doccia. Si diresse lentamente verso la sua panca e si mise a sedere, la testa tra le mani. Mitsui è un vero idiota.

Non si era sempre definito il migliore amico di Kogure? Migliore amico un cazzo, pensò Rukawa. Il tuo migliore amico non dovrebbe tirarti merda in faccia proprio quando sei in difficoltà… Che bisogno c’era di essere così stronzi, di sputare fuori quelle parole così piene di veleno? Se proprio non poteva corrispondere i sentimenti di Kogure, cosa della quale Rukawa non si capacitava, non poteva almeno evitare di giudicarli? Non poteva limitarsi ad accettare la realtà, invece di fuggirla come un bambino spaventato? Perché di questo si trattava, in fondo… Mitsui stava cercando di mettere quanta più strada possibile tra sé e una persona (anzi, un mondo) che non capiva e dal quale era terrorizzato a morte. Cristo, che figlio di

Perso nei suoi pensieri, Rukawa non si accorse della presenza di Kogure fino a quando la sua voce non attraversò la stanza.

"Oh, Rukawa… non dovresti essere ad allenarti con gli altri?"

Rukawa sollevò la testa e fissò lo sguardo sul vice-capitano dello Shohoku. Ancora una volta, non poté fare a meno di pensare a quanto fosse imbecille Mitsui…

"Sì, infatti. Volevo solo controllare che fosse tutto a posto, sempai." Cazzo. La voce gli era uscita un po’ meno sicura di quanto avrebbe voluto, e sperò ardentemente che Kogure non se ne fosse accorto… Ma non avrebbe dovuto preoccuparsi, perché il ragazzo rispose con un "Oh" che la diceva lunga sulla reale partecipazione alla conversazione… Sentiva la voce del compagno di squadra, ma non ascoltava davvero le sue parole, e nel realizzare questo semplice pensiero Rukawa sentì una piccola, acuta fitta attraversargli il cuore.

I due rimasero in silenzio, Kogure che finiva di asciugarsi e tirava fuori una felpa pulita dalla borsa e Rukawa che cominciava a spogliarsi, calciando le scarpe lontano e togliendosi la maglia da allenamento.

"Sempai?"

"Sì?" rispose Kogure senza voltarsi.

"E’ una testa di cazzo, e tu non dovresti darti pena per lui. O sprecare il tuo tempo con uno come lui."

Kogure rimase pietrificato. "Di quale lui stiamo parlando, Rukawa?"

Il ragazzo fece un mezzo sorriso. "Di Mitsui, no? Scusa… ecco, ero dietro la porta e ho sentito tutto…"

Kogure si girò e incrociò lo sguardo intenso di Rukawa, mormorando un debole "Già, di Mitsui…"

Rukawa si strinse nelle spalle. "Specialmente quando ci sono altre persone attorno a te che…" Lasciò la frase a mezz’aria, sorpreso della propria loquacità tanto quanto Kogure stesso…

Per lui era piuttosto raro mettere in fila più di due parole nella stessa frase, non perché fosse scorbutico o stupido, ma perché parlare significava comunicare, e questo era dannatamente difficile e rischioso… Negli ultimi tempi si era accorto però che con Kogure era tutto diverso. Nelle poche occasioni in cui si era trovato solo con lui si era sentito sicuro ed aveva provato una istintiva fiducia verso quel ragazzo… In un certo senso ne invidiava la calma, la forza tranquilla e senza ostentazioni… ogni volta che pensava a lui -  e questo capitava molto spesso ormai - non poteva fare a meno di richiamare alla mente l’immagine di un ruscello che scende a valle, lento ma inarrestabile…

"Rukawa?" Kogure lo stava fissando con un’espressione interrogativa. "Tutto bene?"

Oh santo cielo, sorrise tra sé. Mi sono perso di nuovo nei miei pensieri

"Scusa sempai… in ogni caso non sono affari miei. E’ solo che non mi piace l’idea che qualcuno sia così stupido da respingere una persona come te. Io non sarei così stupido, del resto."

Gli occhi di Kogure si ingigantirono dietro le lenti, e a quel punto Rukawa decise che tanto valeva tentare il tutto per tutto. Lui non era un ruscello di montagna, affatto. Lui era un uragano, un fiume in piena. Fece un passo in direzione di Kogure, che istintivamente si ritrasse. Incurante della sua reazione, Rukawa continuò a muoversi e si piantò esattamente di fronte a lui. "Sembra che questo sia il periodo delle confessioni…" disse abbozzando un sorriso. Ancora una volta, la voce che avrebbe dovuto essere profonda e suadente uscì invece esitante e strozzata. Mostrando una sicurezza che non provava nemmeno lontanamente, Rukawa appoggiò le mani sulle spalle di Kogure e disse semplicemente: "Mi piaci, Kogure sempai."

Kogure deglutì, completamente frastornato. Bene, ci mancava solo questa. Come se la mia esistenza non fosse già abbastanza complicata. Prima Mitsui che mi tratta come spazzatura, poi Rukawa - Rukawa! - che si dichiara… Manca qualcosa o posso finalmente morire in pace?

Aggrottò le sopracciglia, tentando di inquadrare la situazione nella giusta prospettiva… gli eventi degli ultimi giorni stavano scuotendo la sua vita più di quanto avesse mai immaginato - o desiderato. Tra tutte le emozioni che turbinavano nella sua mente, alcune spiccavano più evidenti delle altre…Sconcerto, paura e timore, certo, ma anche ammirazione, gioia ed euforia, perfino... Percepì lontana la voce di Rukawa, che aveva ricominciato a parlare.

"So che non è il momento giusto, m-"

Kogure gli coprì la bocca con la mano e fece un cenno con la testa.

"Infatti, non è il momento giusto."

Il contatto della mano di Kogure sulle sue labbra fece scorrere un brivido lungo la schiena di Rukawa, che dovette fare uno sforzo immane per trattenersi dal baciarla.

"Ma ne sono lusingato, Rukawa. Davvero. Tutto questo significa molto per me." Un’ombra di amarezza attraversò i suoi lineamenti mentre pronunciava le ultime parole.

"Lo ami così tanto?"

Kogure chiuse gli occhi e fece scivolare la testa contro il torace nudo di Rukawa.

"Di più, Rukawa. Molto, molto di più..."

Stretto nell’abbraccio di Rukawa, Kogure si sentì finalmente libero di dare sfogo a tutta la tristezza accumulata, inconsapevole del fatto che, per una curiosa ironia della sorte, la sua non era molto diversa da quella che nello stesso momento avvolgeva il cuore di Rukawa.

Now I would do most anything
To get you back by my side
But I just
Keep on laughing
Hiding the tears in my eyes
'cause boys don't cry
Boys don't cry

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Parte 03 (Said too much)