Domino
di Stella
Nota: Questa è la prima fic in assoluto che ho scritto su Slam Dunk (mamma mia, che impressione...). E divisa in parti e coinvolge tutti o quasi i protagonisti, si svolge cinque anni dopo la conclusione del manga e... beh, leggete e divertitevi!
Sia che vi piaccia, sia che vi faccia schifo, i commenti sono ben accetti (solo se educati però!! La critica costruttiva è una buona cosa, il resto è solo maleducazione!).
Credits. La protagonista si chiama Midori Kuroi ed è una mia creazione; tutto il resto appartiene (purtroppo o per fortuna) a Inoue sensei... La canzone che Midori e Shinichi ascoltano in macchina è "Anna begins", dei Counting Crows.
Parte I - Nonsense
-"Sveglia, Midori!"
"Mhhh? Che ore sono?"
"Tardi, gli altri saranno qui tra un'ora..."
Midori si sollevò a sedere di scatto, gettò le coperte lontano e sbottò:
"Sei sempre il solito, Shinichi Maki! Lo sai che odio fare le cose di corsa!"
Il ragazzo la guardò divertito, mentre apriva l'armadio alla ricerca di qualcosa da mettersi. Era appena uscito dalla doccia, e non portava altro che un asciugamano drappeggiato sui fianchi...
Midori non potè fare a meno di ammirare il fisico del suo ragazzo. Stavano insieme da tre anni, ormai, ma non si sarebbe mai stancata di guardarlo... Capelli castano chiaro tagliati corti, spalle larghe e fianchi stretti, alto e possente... non per niente era uno dei migliori giocatori di basket del paese... ah, e poi quel neo sotto locchio sinistro... forse la cosa che la eccitava di più.
"Cosa c'è?"
"Se non ti sbrighi a farti la doccia anche tu non arriveremo mai in tempo..."
"Uffa, non è colpa mia se sei così bello... Comunque hai ragione, sarò pronta in un attimo."
*****
Avevano deciso di passare le vacanze invernali nella casa di Maki, un piccolo ma accogliente cottage in mezzo ai boschi. Ma soprattutto, avevano deciso di organizzare una sorta di rimpatriata. L'idea era stata di Midori, quando aveva visto in TV una partita della squadra di Sakuragi...
"Shinichi, non pensi che sarebbe forte riunire i Best Eight di Kanagawa? Da quanto tempo non vi vedete? A parte gli incontri di campionato e la Nazionale, intendo!"
"Mah, non so... non credo che sia una grande idea... siamo tutti piuttosto impegnati..."
A sorpresa, invece, avevano accettato tutti. Midori aveva frequentato il Ryonan, quindi aveva chiamato per primo Sendo... che aveva chiamato Rukawa, che aveva chiamato Sakuragi, che aveva chiamato Akagi... insomma, alla fine ci sarebbero stati praticamente tutti, partner compresi.
Si stavano avviando alla macchina quando Midori si schiarì la voce e chiese:
"Tu credi che verrà?"
"Chi?"
"Kiyota..." Stava prenedendo posto sul sedile del guidatore, quindi Midori non poté vedere la sua espressione... Sospirò... erano passati ormai cinque anni anni...
"Mi era sembrato incerto al telefono, ma ha detto che avrebbe fatto un salto comunque, anche solo per salutare..."
Maki mise in moto, accese lo stereo e si immise sulla strada. Il CD era un misto di tristezza e dolcezza, di un gruppo americano che entrambi amavano molto... rimasero in silenzio ad ascoltare la musica che si diffondeva nellabitacolo... per uno strano scherzo, le parole della canzone sembravano specchiare il loro stato danimo...
And every word is nonsense
But I understand and
Oh, Lord, I'm not ready for this sort of thing
*****
Dal momento che il cottage di Maki era difficile da trovare, avevano deciso di darsi appuntamento in un locale sulla strada principale. Parcheggiarono la macchina ed entrarono, scrutando tra i tavoli alla ricerca di qualche volto noto... e subito due voci che conoscevano bene si fecero sentire al di sopra delle altre...
"Oh oh, ecco il famoso play della Tokugawa...!"
"Ve le abbiamo suonate, pezzenti che non siete altro! Ormai il titolo è nostro!" rincarò la seconda voce.
"Sakuragi! Miyagi! Il titolo è vostro? Ha! Poveri illusi! Finora abbiamo solo scherzato!"
Facendosi strada tra le persone che affollavano la sala, Maki aveva raggiunto il loro tavolo, trascinandosi dietro una imbarazzatissima Midori...
Sakuragi era inconfondibile, con quei capelli rossi tagliati corti e quel fisico imponente. Indossava un maglione blu scuro a collo alto e pantaloni con le tasche, e il suo sorriso era come sempre pronto a trasformarsi in una risata assordante. Laltro ragazzo era decisamente più basso, ma altrettanto notevole. I capelli erano tagliati in un modo abbastanza strano ("Andranno dallo stesso parrucchiere?" si chiese Midori), aveva un paio di occhiali da sole infilati nel colletto della camicia e un piccolo brillante verde al lobo dellorecchio sinistro. I due giocavano ancora nella stessa squadra e, a quanto si diceva, avevano pochi rivali. Al loro fianco due ragazze molto carine si erano alzate e stavano salutando Maki.
"Haruko! E tu devi essere Yume Ma... allora è vero quello che si sente in giro!"
Le due ragazze sorrisero raggianti. Haruko, arrossendo come un tempo, replicò con gli occhi che le brillavano: "Tutto vero Alla fine ci siamo arrese e li abbiamo sposati!"
"Ahh, che invidia! Maki, hai sentito?" disse Midori dando una gomitata a Maki.
Le ragazze scoppiarono a ridere, mentre Maki, Ryota e Sakuragi fingevano di guardare altrove. Si sedettero al tavolo, ordinarono da bere e cominciarono a chiacchierare.
"Avete scelto una postazione perfetta, da qui si vede benissimo la porta d'ingresso!"
"Già, così non ci sfugge nessuno!"
"Allora, che ci dite di bello? Maki e Kuroi... chi l'avrebbe detto... state ancora insieme, uh!?"
Limbarazzo che si dipinde sul volto della coppia passò inosservato, perchè Sakuragi si alzò improvvisamente dalla sedia e cominciò sbracciarsi gridando:
"Gorilla! Gorilla! Siamo qua! Da questa parte!"
Tutti si voltarono verso l'ingresso... e spalancarono la bocca, muti per la sorpresa.
Akagi era, se possibile, ancora più grosso dei tempi del liceo. Il miglior centro della Nazionale... "Ci credo", pensò Midori... "provaci tu a spostare uno così da sotto canestro!" Aveva vinto una borsa di studio alla prestigiosa università Asahai, dall'altra parte del paese, quindi erano state ben poche le occasioni che avevano avuto per incontrarlo fuori dal campo... tranne Sakuragi, che infatti era l'unico a non aver perso la facoltà di parola (come sempre, del resto)...
La ragione di tanto stupore era una donna... anzi, una dea. La ragazza che stava al fianco di Akagi, le dita della mano intrecciate a quelle del ragazzo, era di una bellezza abbagliante. Aveva gli occhi neri, i capelli castani lunghi fino al bacino e un fisico mozzafiato... Ayako? Midori sbattè le palpebre, una volta, poi un'altra quindi tentò di articolare un suono, una parola qualsiasi Ayako?? La ragazza di Akagi era Ayako??
"Piantatela di fare gli idioti! Ragazzi, tutti voi conoscete mia moglie Ayako, immagino " Calcando laccento sulla parola "moglie", Akagi era leggermente arrossito, e si spostava nervosamente da un piede allaltro.
"Cooosaaa?" Ryota e Maki spostarono lo sguardo da Ayako ad Akagi, poi da Akagi ad Ayako... "Tu e Akagi... marito... e moglie..."
Ayako sorrise, si passò una ciocca di capelli dietro lorecchio e, rivolgendosi da Akagi, mormorò:
"Takenori, te l'avevo detto che questi dementi non erano affatto cambiati "
Finito lo Shohoku, Ayako si era ritrovata nella stessa università di Akagi. Aveva deciso di non entrare nel team di basket, ma poco a poco si era resa conto di quanto le mancasse quello sport e di quanto le mancasse uno dei giocatori uno che era sempre stato davanti ai suoi occhi, uno verso il quale si era sempre sentita attratta Poi c'era stato quel camp con la Duke University pochi lo sapevano, ma sua madre era di origine americana e lei parlava parlava perfettamente linglese, quindi Akagi le aveva chiesto di fare da interprete al coach e ai ragazzi... e lei aveva finalmente aperto gli occhi. Trascorrere le giornate insieme, ancora una volta ridere per le stesse cose, parlare lo stesso linguaggio come aveva potuto essere così cieca??
"Ah ah ah, le vostre facce!! Certo, quando Haruko me l'ha raccontato la prima volta ci sono rimasto anch'io... chi l'avrebbe detto che il gorilla avesse queste qualità nascoste!!"
Yume, la moglie di Ryota, sembrava a disagio. Non era un segreto per nessuno che Miyagi era stato a lungo innamorato di Ayako, e trovarsela finalmente davanti, in carne e ossa... non era certo piacevole. Ryota si accorese del suo imbarazzo e le passò un braccio attorno alle spalle, bisbigliandole allorecchio qualcosa che la fece sorridere e arrossire allo stesso tempo... Ayako lanciò uno sguardo alla coppia e sorrise, porgendo la mano a Yume.
"Sono molto felice di conoscerti, Yume." Il viso di Ayako era talmente luminoso, il suo sorriso talmente caldo che qualsiasi inimicizia o gelosia tra le due ragazze si dissolse senza lasciare traccia.
Un brusio di ammirazione richiamò la loro attenzione verso l'ingresso del locale, dove due ragazzi si guardavano attorno leggermente spaesati... Uno era alto e portava i capelli dritti sulla testa, che lo facevano assomigliare a un porcospino. Indossava un giaccone nero con il cappuccio rovesciato sulle spalle, che sottolineava la sua figura asciutta.
"Akira!"
Midori si alzò dal tavolo e, letteralmente, volò attraverso la sala, atterrando tra le braccia spalancate del porcospino, nei cui occhi brillava adesso un sorriso divertito. Si abbracciarono forte per qualche secondo, poi Midori si sollevò sulle punte dei piedi e lo baciò leggermente sulle labbra.
"Akira, lo sai che sei sempre tu l'amore della mia vita... Ah, scusa Rukawa, non ti avevo visto!"
Laltro ragazzo, capelli scuri e carnagione pallida, si limitò a guardarla con un misto di indifferenza e fastidio, poi passò un braccio attorno alla vita del compagno e disse: "Ti ho già detto che ti devi rassegnare, Kuroi... Akira è solo mio..."
"Baka Kitsune!! Akira, promettimi che, se mai vi lascerete, ti metterai con me!"
I tre scoppiarono a ridere... questo era sempre stato il loro piccolo rito, ogni volta che si incontravano. Midori era davvero stata innamorata di Akira Sendo, al liceo, ma ben presto aveva capito che non c'erano speranze... lui aveva occhi solo per lala dello Shohoku, Kaede Rukawa... e lei era stata la prima a cui l'aveva confidato. La loro amicizia si era cementata giorno dopo giorno, e quando si erano messi insieme era stata più che felice per loro: un Sendo al settimo cielo le aveva detto scherzando di non preoccuparsi, che comunque lei sarebbe stata sempre l'unica donna della sua vita... e che se non fosse stato per Kaede lavrebbe sicuramente sposata... Da quel momento, Midori non si era mai dimenticata di punzecchiare Rukawa con quella storia...
Mentre rideva abbracciata ai due ragazzi, con la coda dell'occhio scorse un movimento... c'era qualcun altro con loro...
"Kiyota! Allora sei venuto!"
"Già... Ho chiesto un passaggio a Rukawa..."
La risposta era stata brusca e fredda, ben diversa dai saluti che l'avevano accolta finora... Il ragazzo aveva i capelli neri lunghi fino alle spalle, trattenuti da un codino sulla nuca che lasciava sfuggire qualche ciocca ribelle. Gli occhi erano scuri e fissavano Midori come se volessero trafiggerla...
Gli altri avevano lasciato il tavolo e li avevano raggiunti, pronti per uscire. Quando gli sguardi di Maki e Kiyota si incrociarono, tutti trattennero il respiro.
"Ciao."
"Ciao. Ti fermi tutto il weekend?"
"Può darsi..."
Mentre saliva in macchina, Midori scrutò nuovamente il viso Maki... e vide che il suo sguardo era rivolto alla macchina di Rukawa...
Oh, Lord, I'm not ready for this sort of things
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