Parte VII - Closer -
Crediti: tanto per cambiare, i personaggi di Slam Dunk sono di Takehiko Inoue (beato lui); il finale è dei Red Hot Chili Peppers, This velvet glove (da Californication)
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Il mattino dopo, Maki e Kiyota scesero assieme a colazione. Si tenevano per mano, si bisbigliavano nell'orecchio e sembravano non dare il minimo peso agli sguardi attoniti dei loro amici.
"Qualcosa non va?"
"Non so Maki, dimmi tu... ci siamo persi qualcosa?" Akagi era senza parole. Lanciò ad Midori uno sguardo interrogativo... Lei sorrise debolmente, poi disse:
"Beh, un po' di tatto non guasterebbe, ma... penso che ormai ci siate arrivati da soli , giusto?"
"Siete tornati insieme? Quando?" Ayako era sbigottita...
"Scusate, avete ragione. E scusa anche tu, Do-chan... Ieri sera... beh, io... noi..." Maki passò un braccio attorno alle spalle di Kyiota e lo trasse a sé, arrossendo leggermente. Il suo sorriso, dapprima imbarazzato, era diventato talmente luminoso che nessuno tra i presenti sentì il bisogno di aggiungere altro. La loro felicità era fin troppo evidente, emanava un tale calore...
"Do-chan, stai bene?"
"Sto benissimo, Ayako. Mai stata meglio in vita mia. E adesso, per favore, piantatela di guardarmi con quellaria compassionevole... Questo è un lieto fine, che cavolo!!!"
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Avevano raggiunto la palestra del paese vicino, che Maki aveva prenotato per disputare lormai famoso All Star. Le squadre che si sarebbero sfidate in un quattro-contro-quattro erano composte da Sakuragi, Maki, Rukawa e Ryota contro Mitsui, Sendo, Kiyota e Akagi... Il rossino era il solito spaccone di un tempo, e condiva gli esercizi di riscaldamento con una serie di "grida di battaglia" grazie alle quali al liceo era diventato celebre in tutta la prefettura (e ben oltre, a dire il vero).
"Avete già perso, fatevene una ragione! Non cè storia quando scende in campo un genio come me!" Il tocco di classe della partita erano le divise: lidea era stata di Sendo, portare tutti quella delle superiori, probabilmente perché era lunico del Ryonan e voleva tenere alto il nome della sua vecchia scuola.
Midori era a bordo campo, intenta a preparare il tabellone segnapunti insieme ad Ayako. Quando la ragazza si allontanò per recuperare il resto dei palloni, Akira le si avvicinò e, per lennesima volta, le chiese se era tutto a posto.
"AKIRA, SE ME LO CHIEDI UNALTRA VOLTA TI AMMAZZO!! Insomma, non sono fatta di cristallo, e poi hai visto tutta la scena, ieri notte..."
"Lo sai, mi preoccupo per te... non posso farci niente..."
"Non ce nè davvero bisogno, Akira. Voglio dire, lo vedi il suo sguardo? Con me non ha mai avuto quell'espressione così serena..."
Maki e Kiyota infatti, nonostante fossero finiti in squadre diverse e giocassero in ruoli differenti, non si perdevano di vista un attimo. Si sfioravano correndo, i loro occhi si incrociavano in continuazione era come se fossero legati da un filo invisibile.
"Lui mi vuole bene, mi rispetta... non cè stato un momento in cui non labbia fatto. Ma lamore... lamore è unaltra cosa..." Midori aveva quasi bisbigliato le ultime parole, mentre il suo sguardo assorto scivolava su Mitsui e si fissava sulla figura del ragazzo, intento a provare una serie di tiri da tre...
"Certo, lamore è unaltra cosa... o unaltra persona, vero Do-chan?" Midori arrossì violentemente e gli sferrò un pugno sulla spalla. "Akira, tu mi conosci troppo bene..."
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Aveva deciso di smettere di preoccuparsi: lo aveva fatto per tre lunghi anni, e non era servito a nulla... Per cui aveva seguito la partita tifando solo ed esclusivamente per Mitsui. Aveva applaudito a ogni canestro, gridato a ogni tiro da tre, protestato a ogni fallo subito, tanto che ad un certo punto Ayako si era girata e le aveva detto: "Midori, guarda che non è una partita di campionato... si suppone che debba essere unamichevole..."
Quando era finita (per la cronaca, Sakuragi e gli altri avevano vinto di tre miserabili punti...) aveva osservato Ayako abbracciare Akagi e porgergli lasciugamano, Rukawa e Sendo scherzare sul perdente della situazione e si era sentita infinitamente triste. Si erano avviati quasi tutti verso gli spogliatoi, tranne Mitsui che si era fermato per togliersi la ginocchiera. Maki, Kiyota e Sendo gli si erano avvicinati. Avevano cominciato a parlare, Maki fissava il terreno e si grattava la testa imbarazzato... poi li sentì ridere... e Midori non seppe resistere allimpulso di unirsi a loro.
"Scommetto che state parlando di me," disse abbozzando un sorriso ma evitando di guardare in direzione di Maki e Kiyota.
"Più o meno, Do-chan." La voce di Akira era dolce come sempre.
"Spero siano cose carine..."
"Di te si possono dire solo cose carine, Kuroi." Mitsui, ancora seduto sulla panchina, aveva alzato lo sguardo per osservare leffetto delle sue parole. Un sorrisetto malizioso si affacciava nei suoi occhi... Ecco, ci risiamo...
"Non è di te che mi preoccupo, Mitsui, ma di questi due baka!"
Maki la guardò negli occhi e, allimprovviso, la abbracciò con forza.
"Shinichi, mi stai soffocando... e poi sei tutto sudato, che schifo!"
"Midori, io credo di non avere parole per ringraziarti. Tu hai fatto per me, anzi, per noi, una cosa meravigliosa... che io non riuscirò mai a ricambiare... mai. Sei una vera amica."
"Maki, tu non hai capito..." Lo sguardo di Midori era diventato improvvisamente duro... "Non è per te che lho fatto. Anzi, per dirla tutta, di te non me ne frega niente."
Maki si era irrigidito, la stava guardando con unespressione perplessa... Kiyota fissava il pavimento imbarazzato, e anche Sendo aveva assunto unespressione dubbiosa, incerto sulla piega che avrebbe preso la conversazione... Non era quello che si aspettava, di solito Midori era un tipo piuttosto controllato nelle sue reazioni....
"Midori, Maki, forse volete restare soli..."
"No, Akira, resta." Lo sguardo di Midori si posò per un attimo su Mitsui, per un brevissimo istante i loro occhi si incrociarono... Midori trasse un profondo respiro, buttò fuori laria e cominciò a parlare.
"Maki, non è così semplice, capisci? Non puoi venire qui e dirmi parole carine e fare finta che sia stato tutto uno sciocco malinteso che finalmente si è risolto per il meglio. Non puoi dire alla ragazza con la quale hai vissuto per anni e anni Sei una vera amica, grazie e arrivederci. Per come la vedo io, è un modo per pulirsi la coscienza, per non prendersi le proprie responsabilità..." Spostò gli occhi su Kiyota, che tradì il nervosismo mettendosi a sedere a fianco di Mitsui e goicherellando con un pallone. Midori proseguì: "Tu e Kiyota avete sofferto, ma anche per me non è mai stato facile... fin dallinizio... Ti ricordi Akira cosa ti dissi una volta? Che stare con Maki era come essere sempre sotto un riflettore... È giusto che adesso vi sentiate a disagio Non puoi chiedermi di comportarmi come se tutto fosse normale... Non lo faccio per farti sentire in colpa, davvero... Ho solo bisogno di sapere che non dai per scontato che per me sia stata una passeggiata altrimenti mi manchi di rispetto, Shinichi..."
Lespressione di Maki si fece cupa, come se effettivamente focalizzasse per la prima volta lattenzione sui sentimenti di Midori dopo gli eventi della notte precedente si rese conto anche di non aver mai saputo capire davvero le sue emozioni, i suoi dubbi Si era appoggiato a lei ma in cambio le aveva dato ben poco, in termini di sostegno emotivo. Probabilmente non ci aveva nemmeno mai provato, pensò. Scambiò una rapida occhiata con Kiyota e poi rispose: "Scusami... anzi, scusaci per il pessimo show di stamattina. E per tutto il resto."
"Non fa niente, non devi preoccuparti per quello... come ho già detto, mi basta solo un po di tatto... Io sono davvero felice per voi due, molto felice." Sorrise, anche se un po forzatamente. "Tra laltro, immagino che dovrò andarmene da qui... Non ho certo intenzione di passare il resto delle vacanze con te e Nobunaga in luna di miele... Devo anche andare a casa nostra e portare via le mie cose... Che palle..." Si premette con forza le mani sugli occhi, cercando di ricacciare indietro le lacrime... Maki allungò una mano e fece per toccarla... Midori sollevò una mano.
"Non toccarmi Shinichi, per favore. Sto bene, ho solo bisogno di abituarmi a vedere le cose nella giusta prospettiva... Merda, sono pur sempre anni, anche se li ho passati più con un fratello che con un compagno... è una parte della mia vita che..." Midori continuava a sfregarsi gli occhi, e aveva la voce rotta... "Cavolo, avevo giurato a me stessa che non avrei pianto, non davanti a voi due..."
Sendo le passò le braccia attorno alla vita, appoggiò il mento sulla sua testa e mormorò: "Ok, adesso basta. Le cose si sistemeranno... non so perché ma ho la sensazione che da questo weekend usciranno solo cose buone! Vero Mitsui?"
"Eh? Oh, certo, solo cose buone. Se te ne vuoi andartene ti accompagno io a casa, Kuroi... tanto parto nel pomeriggio..."
Maki, Kiyota e Sendo lo guardarono con aria interrogativa. Midori tirò su col naso e si limitò a rispondere "Ci penserò, grazie."
I care for you
I really do I really do
Come closer now
So you can lie
Right by my side
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Perfetto, un capitolo alla fine... il prossimo è lultimo! Per i commenti, come al solito lindirizzo è
stellametista@yahoo.com Parte VIII (Play the game)[
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