Parte VIII - Play the game -
Crediti: i personaggi di Slam Dunk sono MIEI!!! Ehm, scusate rifacciamo dallinizio. I personaggi di Slam Dunk sono di Takehiko Inoue (sigh). La canzone di chiusura è
Play the game © Queen.*****
"Midori, davvero non vuoi che ti diamo un passaggio?"
"No, grazie Rukawa... mi porta Mitsui. Tanto andiamo nello stesso posto."
"Oh, Mitsui Capisco..." Oh cavolo, quel demente di Akira non gli avrà raccontato tutto, spero
"No, tu non capisci niente, baka kitsune!"
"E allora perché sei così rossa?"
"Kuroi, io sto partendo, se vuoi deciderti a salire..." La voce di Mitsui era calda e divertita...
"Arrivo, arrivo!"
Alla fine aveva accettato di tornare a casa con Mitsui. Lo aveva detto ad Ayako, che laveva guardata maliziosamente e aveva esclamato: "Ottima scelta, ragazza mia. Mitsui è uno che sa il fatto suo e credimi, so di cosa parlo!" Sullultima frase Ayako le aveva strizzato locchio, colpendola con una leggera gomitata sul fianco.
"Aya-chan! Mi sta solo dando un passaggio a casa..."
"Certo, certo... Ma lhai visto come ti guarda? Non per spaventarti, ma raramente lho visto con unespressione così... intensa, direi."
"Stai delirando, credevo che Akagi avesse uninfluenza più positiva su di te, Ayako. Te lo ripeto, Mitsui mi dà un passaggio a casa, tutto qui. Hai capito? Tutto qui!!"
"Chi stai cercando di convincere??" Ayako era scoppiata a ridere: "Do-chan dovresti vedere la tua faccia! Sei viola!!!"
******
La strada del ritorno era lunga, e in più aveva anche cominciato a nevicare. Per tutto il viaggio non aveva fatto altro che pensare alle parole di Ayako, e ogni tanto ne aveva cercato la conferma osservando di sottecchi Mitsui che guidava. Era allegro, canticchiava le canzoni che la radio passava, chiacchierava con lei del campionato, dello Shohoku, di Kogure e della sua ragazza. Si era spinto perfino ad accennarle a quando si era lasciato con Sumire, cosa che Midori non aveva saputo come interpretare... A un certo punto le aveva sfiorato il ginocchio mentre cambiava marcia, e Midori era letteralmente avvampata. Che idiota che sono, speriamo che non se ne sia accorto... Mitsui le piaceva. Molto. Si stupì nellaccorgersi che, da quando aveva iniziato a giocare con Maki, durante le partite aveva sempre seguito più per lui che il suo ex ragazzo. Midori, sei proprio una stupida... però Aya-chan, come vorrei che tu avessi ragione
Alla fine, per non rischiare di rimanere bloccati in mezzo alla neve avevano deciso di fermarsi per dormire e avevano scelto una di quelle pensioni tradizionali, piuttosto carina e nemmeno troppo costosa. Cerano anche stanze singole libere, ma quando Mitsui aveva chiesto una doppia ("E più economica, solo per questo! Non ti preoccupare, non ho intenzione di saltarti addosso!") lei non aveva protestato. Laddetta alla reception aveva sorriso educatamente e Midori si era limitata ad annuire in silenzio, quindi era salita in camera. Aveva appoggiato la borsa sul letto e si era infilata in bagno: la doccia era sempre stata la sua arma preferita quando era necessario schiarirsi le idee. Aspettò quindi che anche lui finisse di prepararsi, accoccolata sul letto e le ginocchia strette contro il petto.
Quando Mitsui uscì a sua volta dalla doccia, i capelli ancora umidi e un kimono tradizionale addosso, non disse una sola parola. La guardò per un attimo, poi si si sedette sul bordo del letto, si passò una mano tra i capelli e chiese: "Allora, andiamo a cena?"
"Non lo so... Non ho fame..."
"Nemmeno io, a dire il vero... Che vuoi fare?"
"Non so... cioè, prima lo sapevo... poi... è tutto così assurdo... Sono molto confusa, Mitsui, scusami "
"Già, nemmeno io ho le idee troppo chiare... incredibile, davvero! Sono in camera con la ragazza di cui sono innamorato da una vita e non so che fare."
"Spiritoso... tanto non ci credo... Ayako mi ha messa in guardia prima di partire... dice che ci provi con tutte..."
"Ayako non capisce niente." Il suo sguardo era così serio, i suoi occhi neri sembravano inghiottire tutta la luce della stanza... Le parole uscirono dalla bocca di Midori da sole, allimprovviso:
"Mitsui... ti ricordi quando mi hai baciata?" Ma che sto dicendo? Sto delirando?
"Perfettamente... eri così arrabbiata..."
"Ero così imbarazzata, piuttosto... Però... da quel giorno non ho mai smesso di pensarti. Allepoca non ti conoscevo ancora bene, ma poi siamo diventati quasi amici... volevo sempre chiederti perché mi avevi baciata quella sera, ma poi mi rispondevo da sola... probabilmente eri ubriaco!"
"Non ero affatto ubriaco, Kuroi! Tu mi piacevi!" Mitsui sorrise nel vederla spalancare gli occhi, ma non fece commenti e continuò a parlare. "Ti vedevo ridere con Sendo e Rukawa, scherzare con loro, stare dalla loro parte nel momento in cui erano diventati il bersaglio preferito di certi stronzi... eri così serena, così affascinante... Invidiavo Rukawa, sai?! Con la scusa di vedersi con Sendo poteva incontrarti quando voleva! E mi era chiaro anche che tu e Maki non eravate felici, senza contare che Kiyota mi aveva eletto a suo confidente."
Midori si scostò una ciocca di capelli dal viso e rispose: "Quindi avevo immaginato giusto, tu lo sapevi. Chi altro?"
"Nessuno, direi. Con Maki non se nè mai parlato, anche se ogni tanto, negli ultimi tempi, mi buttava lì una domanda su Kiyota. Forse Rukawa, è un tipo piuttosto percettivo "
"E più probabile che sia stato il caro Akira a raccontargli tutto "
Mitsui scoppiò a ridere. "Forse hai ragione!"
"Però, se ti piacevo davvero potevi anche essere meno scortese, sempre a prendermi per il culo e a fare battute ogni volta che ci vedevamo! E poi, quante ragazze ti avrò visto addosso, dopo Ayako?" Sorrise debolmente. "Comunque, ti sembrerà strano ma pensandoci adesso credo di aver capito in quel momento che Maki non avrebbe mai smesso di amare Kiyota. Perché i suoi baci non erano come i tuoi..."
"E comerano i miei baci?" Mitsui si era appoggiato su un fianco, puntellandosi con il gomito. Sul suo torace si intravedevano ancora piccole gocce dacqua... Midori deglutì...
"Caldi... direi... però ne ho sentito uno solo, quindi non ricordo bene..."
Lui le stava sorridendo, ed era meraviglioso... Le loro labbra si incollarono in un bacio sensuale. Mitsui faceva scorrere le dita tra i suoi capelli, mentre lei gli accarezzava la schiena, ampia e con i muscoli compatti in rilievo sotto il kimono... "Midori..." Mitsui aveva il respiro affannato... Lo fissò negli occhi, e lui le prese il viso tra le mani. Non riusciva a rispondere, a mettere a fuoco i pensieri... tutto quello che percepiva erano le mani di Mitsui sul suo corpo, le sue labbra sul suo seno... Come diavolo aveva fatto a sfilarle il kimono? Adesso erano nudi entrambi, Mitsui la stava baciando sul ventre, e poi sempre più giù... Midori gemette quando le sue labbra si posarono tra le sue cosce... "Hisashi..."
Lui sollevò lo sguardo... era la prima volta che la sentiva pronunciare il suo nome... "Dimmi di smettere e lo farò immediatamente..."
"No, ti prego..."
*****
Erano abbracciati sul letto, stanchi e sudati. Midori aveva la mente completamente svuotata, percepiva solo una leggera nota di fondo, una sensazione strana e forte che laveva avvolta in un bozzolo di pace e la faceva fluttuare a mezzaria. Avvertiva il respiro di Mitsui tra i capelli e sulla fronte, caldo e tranquillo, e appoggiata al suo torace si lasciava cullare dai battiti del suo cuore.
"Hisashi?" bisbigliò.
"Mh?" rispose lui assonnato.
"Credo che dovremo fare di nuovo la doccia!"
"Già... vuoi farla con me?"
Midori ridacchiò, affondando il viso nel collo del ragazzo. La domanda le bruciava sulle labbra, ma non era sicura di potergliela fare... non subito...
"Midori?" Nella sua voce vibrava una nota strana, sembrava facesse fatica a trovare le parole.
"Dimmi..." Ti prego, fa che non mi dica che è stato tutto un errore
Una pausa, poi di nuovo la sua voce.
"Se ti dicessi che ti amo e che voglio stare con te, tu che cosa risponderesti?"
Midori sollevò di scatto la testa e lo fissò sconcertata. "Mitsui, sei impazzito? Ti sembra una cosa da chiedere?"
"Ok, ho capito. Scusami."
Si alzò dal letto, recuperando il kimono da terra.
"Aspetta, dove vai? Che ti prende??"
"Niente, sono unidiota. Immagino che dopo quello che è successo con Maki tu avessi bisogno di qualcuno con cui sfogarti, quindi prenderò quello che cè appena stato tra noi come una specie di terapia durto... diciamo che ci siamo leccati le ferite a vicenda e amici come prima, ti va bene così?!" Era letteralmente furioso. "Daltra parte, vedo che hai già ricominciato a chiamarmi per cognome."
Midori si sollevò a sedere. I capelli le ricaddero sulle spalle, coprendole parzialmente il seno... Aveva unespressione confusa sul volto...
"Io non ti capisco... dammi almeno il tempo di rispondere!"
"Lhai appena fatto, direi!"
Midori si alzò dal letto e, senza preoccuparsi di cercare qualcosa con cui coprirsi, si tuffò tra le sue braccia.
"Tu non capisci un cazzo, Mitsui Hisashi. Hai davvero bisogno che io te lo dica? Ti amo, baka. Ti amo da morire, e ti avrei fatto la stessa identica domanda se non fossi così dannatamente spaventata e se solo tu non mi avessi battuta sul tempo..." Fece una pausa, poi spalancò le braccia e disse: "TI AMO, Hisashi! Ti va bene così?"
Lo fissò negli occhi e vide la delusione dissolversi e lasciare il posto a quel sorriso malizioso che conosceva bene Lui la abbracciò forte, sollevandola in aria. Lei rise, stringendosi al suo collo e riempiendolo di baci. Mitsui la rimise a terra, poi cominciò a baciarla, dapprima con dolcezza, ma poi con foga sempre maggiore.
"Midori, ti amo, ti amo...", mormorò spingendola sul letto.
It's so easy when you know the rules
It's so easy all you have to do
Is fall in love
Play the game,
Everybody play the game of love
*********
E finitaaa! Uffa, un po mi dispiace, sono molto affezionata a Domino perché ha per protagonisti i miei personaggi preferiti (Maki, Sendo e Mitsui in ordine inverso però!) e poi è la prima ff che ho scritto! Vi prego, fatemi sapere che cosa ne pensate, ok?!
stellametista@yahoo.com
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