Half-way from everywhere
Nota: dunque, questa fic è dedicata a Tetsuo. E presente in due versioni, una dal punto di vista di Tetsuo e laltra dal punto di vista della co-protagonista... Se siete qui, state leggendo la versione "femminile"! Cliccate
qui se vi siete sbagliati o se volete dare unocchiata a quella maschile...E da un po che giro attorno a questa storia, Tetsuo mi affascina un casino: farà anche due sole apparizioni nel manga (la rissa e lincontro in moto con Mitsui), ma cavolo... impossibili da dimenticare! Fatemi sapere cosa ne pensate, ma per favore siate gentili nei commenti! Non picchiatemi come farebbe lui!^^;;mail to
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Strade (Arashi)
Ha incontrato il gruppetto in centro, in una di quelle serate afose di merda in cui l'unica differenza tra stare in casa e uscire è la quantità di sudore che butti fuori e l'aria è così densa che ti sembra di avere del gel al posto dei polmoni. C'è una festa in corso, una di quelle attività pseudo-culturali che tutte le città organizzano nell'apprezzabile quanto inutile tentativo di far divertire la gente che ancora non è partita per le ferie. I chioschi con le bibite, le bancarelle, le coppiette e i gruppetti di amiche tirate a lucido, una band che canta sul palco e almeno quella di stasera, grazie al cielo, sta facendo una versione di Mustang Sally che non sarebbe dispiaciuta a Bonny Rice.
L'happy hour è finita da un pezzo, ma lei è riuscita a farla dilatare ben oltre la classica ora, spostandosi da un locale all'altro e facendosi offrire qualcosa dal fesso di turno. Ultimamente sta sviluppando un certo talento, in queste cose beccare il fesso, farsi offrire da bere e filarsela prima che le cose si mettano male
Il giro in piazza comincia ad annoiarla, forse sarebbe il caso di trovare qualcuno cui scroccare un passaggio. È un po' stordita, ma non ancora ubriaca, almeno non quanto vorrebbe. Assorta nei suoi pensieri non si accorge del tizio e gli va a sbattere contro. Perde l'equilibrio, ma una morsa sul braccio le impedisce di cadere.
"Guarda dove metti i piedi, dolcezza."
La voce è roca, ed è costretta ad alzare la testa di parecchi centimetri prima di incontrare la bocca da cui è uscita. La mano le artglia ancora il braccio. La guarda, sposta gli occhi sul viso del tizio, poi di nuovo al braccio. Lui la lascia andare, sollevando le mani in un gesto di resa. Gli altri iniziano a ridacchiare, è chiaro che non hanno un cazzo da fare, come lei, ed è chiaro che hanno sfruttato l'happy hour fino all'ultimo secondo, come lei. Sono tutti ragazzini, le sembra perfino di scorgere un volto familiare tra loro, un suo vecchio compagno di scuola, ma i capelli sono troppo lunghi e non riesce a vederlo bene. Le basta uno sguardo invece per capire che il tizio è il loro capo: è il più grosso, ma questo di per sé non significherebbe niente. Percepisce l'ascendente che ha sugli altri da come si muove, anzi, da come le cose e le persone si muovono attorno a lui. Body language, lo chiamano. Faccia che non ha visto il rasoio di recente, lineamenti che dire spigolosi non rende l'idea, maglietta e jeans che devono aver conosciuto giorni migliori e che faticano a contenere un fisico imponente. Quanti anni può avere? O è un loro coetaneo e il tipo di vita che conduce non gli fa bene, oppure è effettivamente molto più vecchio, e allora non si spiega perché perda tempo con dei ragazzini.
Non ha ancora detto una parola e lui non le ha ancora tolto gli occhi di dosso. Nota delle donne nel gruppo, avviluppate come tralicci di edera ad alcuni maschi, e questa è una buona cosa. Potrebbe chiedere un passaggio, se ci sono altre ragazze si sente più tranquilla Anche lei ha una certa pratica di body language. Sarà anche troppo magra per suscitare fantasie erotiche da rivista per soli uomini, ma è a suo modo molto sensuale. Ha gli occhi nerissimi, e una voce che sembra eccitare la maggior parte dei ragazzi che le stanno attorno. Inoltre, ha imparato in fretta le cose giuste da fare Si passa una mano tra i capelli, fa ondeggiare il corpo da un piede all'altro
"Senti, ci schiodiamo?" Capelli castani lunghi e vaporosi, una gonna che potrebbe tranquillamente essere scambiata per una cintura, top senza spalline a coprire un seno più che generoso e bigiotteria a profusione: questa al contrario è uno schianto, e non sono molti gli spiragli che lascia all'immaginazione forse il colore della biancheria ammesso che la porti. C'è una nota stridula nella sua voce quando apostrofa il tizio, come se l'evolversi della situazione fosse l'esatto contrario di quello che aveva programmato e questo non le piacesse, proprio per niente. Lui non si muove, si limita a emettere un grugnito e a fare un cenno con la testa.
"Vi raggiungo più tardi." Gli altri ridono forte, la ragazza sibila uno "Stronzo" tra i denti e gira i tacchi, seguita dal gruppo. Adesso la band sta facendo Midnight Hour anche Wilson Pickett può ritenersi soddisfatto
Le parole risuonano ancora nell'aria quando finalmente lei apre la bocca. "Allora, dove si va?"
*****
Sono arrivati fino in collina in moto. Poco lontano dalla strada c'è un piazzale "tattico" e, sarà perché è tardi, sarà perché molti sono già al mare, è completamente deserto. Ha fermato la moto, ha tirato fuori delle birre e si è seduto a terra, strappando la linguetta della prima lattina. Un sorso, poi ha acceso una sigaretta. Non si sono praticamente parlati, ma è perfetto così: se avesse voluto parlare, si sarebbe cercata un prete, giusto?
La birra è ormai calda, quasi quanto la sua pelle. Lei gira la testa offrendo le labbra, che lui non esita ad afferrare. Gli sale sopra e inizia a muoversi, mentre lui le strizza il seno e risponde al suo bacio con violenza. La rovescia sulla schiena. È brutale, ma ci sa fare. Sente le sue mani che frugano sotto il vestito, sente il rumore di una lampo che scende. Chiude gli occhi per non vedere le stelle sopra di lei, sopra di lui. Dura sempre poco, in queste situazioni. Ma le va bene così.
*****
"Voglio tornare a casa."
"La strada la sai, no?"
È quasi affascinata dalla sua indifferenza.
"Certo. Come non detto."
Vaffanculo. Vorrebbe mettersi a piangere, ma è troppo orgogliosa per farlo e abbastanza intelligente da sapere che sarebbe fatica sprecata, quindi si alza, raccoglie i sandali e prende una delle lattine di birra. Ne beve un lungo sorso, se possibile adesso è ancora più calda e ha un sapore orribile Disgustata, la lancia lontano. Comincia a muoversi verso la strada, ma quando arriva alla siepe che circonda il piazzale è costretta a fermarsi. Le gira la testa, le viene da vomitare questa sera è fortunata, ha il tempo e la lucidità per piegarsi in avanti, tenendo il vomito lontano dal vestito e dalle scarpe Cristo, le sembra di morire mentre sputa fuori anche l'anima peggio dell'ultima volta, pensa.
Come se ci fosse bisogno di dirlo, quando ne hai bisogno non c'è una fottuta macchina in giro. Strano che nessuno stasera abbia voglia di imboscarsi quassù. Probabilmente tutti i fighetti saranno in qualche discoteca al mare, e gli altri o sono soli o stanno approfittando di case lasciate vuote da genitori in vacanza. Diventa sempre più difficile non sa neanche perché si è fatta rimorchiare (o ha deciso di rimorchiare, dipende dal punto di vista) da questo tizio ultimamente fa cose sempre più strane e ogni giorno cerca, con pazienza e applicazione certosine, di fare un passo avanti verso l'oblio e l'ottundimento.
Sente il rombo della moto avvicinarsi, poi fermarsi esattamente di fianco a lei. Non spegne il motore, anzi, fa uscire due sgasate che sinceramente la innervosiscono. Che cazzo vuole, ancora? Si gira a guardarlo e non la stupisce neanche un po' il fatto che lui stia fissando la strada davanti e non il suo viso. Muove un passo, e lui dà una sgasata. Ne muove un altro, un'altra sgasata. Divertente. Vediamo quanto dura. Vanno avanti così per una decina di metri, poi lei si ferma e lui le pianta gli occhi in faccia.
"Sali o continui a fare la stronza?"
Sarà la terza o la quarta frase che le rivolge da quando si sono incontrati.
"Mi chiamo Arashi. Non è un nome del cazzo?"
Lui emette un suono a metà tra l'insofferente e l'ironico.
"Tetsuo."
Lei sorride e sale dietro di lui. Mentre la moto sfreccia sulla strada buia, si accorge che sta continuando a sorridere, la fronte appoggiata alla sua schiena e le braccia che gli circondano i fianchi.
Forse sta a pochi metri da me quello che cerco
e vorrei trovare la forza di fermarmi perché sto già scappando
mentre non riesco a stringere più a fondo
e ora che sto correndo vorrei che fossi con me
che fossi qui.
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